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Biocompatibilità
dei materiali impiegati in edilizia e nell'arredo
Diversi materiali impiegati in
edilizia e nell'arredo costituiscono la fonte principale
di inquinamento indoor, poichè nella composizione dei
prodotti in commercio vi sono molti componenti chimici
che causano emissioni gassose, tra qui formaldeide,
benzene, trielina, alcol, materiali pesanti, tutte
sostanze la cui tossicità ci è nota.
Da uno studio condotto dall’EPA
(Environmental Protection Agency) americana, protrattosi
per oltre 10 anni, si è evidenziato che alcuni agenti
inquinanti, atmosferici si concentrano maggiormente
negli ambienti chiusi rispetto all'esterno, influenzando
negativamente il nostro stato di salute. In particolar
modo è stato osservato che i materiali da costruzione e
il mobilio possono rilasciare sostanze chimiche tossiche
per lunghi periodi di tempo. È il caso dei materiali
isolanti a base di schiuma all’urea-formaldeide che, in
alcune condizioni, come ad esempio una elevata umidità,
emettono per lunghi periodi di tempo tassi elevati di
formaldeide, sostanza sospettala di essere cancerogena
per l’uomo.
Un'altra importante fonte di
inquinamento indoor è costituita dalle vernici che
vengono utilizzate in edilizia e nell’arredo. In esse
generalmente sono presenti solventi tossici come ad
esempio idrocarburi clorurati, xiloli, toluene, che sono
tra le cause primarie di inquinamento, essendo composti
organici volatili (VOC). Tali sostanze chimiche hanno in
comune, oltre all'elevata volatilità, anche 'a lipofilia,
la quale ne facilita l’assorbimento per via cutanea.
Esse perciò raggiungono facilmente il sistema nervoso
centrale (SNC), in cui si manifestano lesioni anche
irreversibili con deficit delle capacità psichiche.
Vi sono comunque in commercio
vernici bioecologiche a base di componenti naturali,
particolarmente raccomandate per soggetti sensibili come
i bambini e le persone affette da malattie allergiche.
Ad esempio esiste una vasta
gamma di prodotti di protezione del legno di origine
naturale, quali cere d’api, olio di lino, gommalacca,
resine ed oli cotti, che risultano possedere una bassa
nocività.
Per diminuire inoltre
l’inquinamento interno, è bene orientare le proprie
preferenze verso l’impiego di prodotti ecologici anche
per quanto riguarda gli intonaci. Sono indicate a tale
scopo le pitture a base di calce e le tempere a base di
colla o a base di resine naturali. Esse infatti non
inibiscono la traspirazione e sono esenti da effetti
collaterali sulla salute. In bioedilizia vengono spesso
impiegate pitture preparate unendo calce spenta ad acqua
e caseina, la quale ha la funzione di collante. Questo
preparato ha un’elevata capacità di assorbire l’umidità
che si forma per condensa, evitando così sgocciolamenti
d’acqua lungo i muri. Inoltre le tinte alla calce
degradano uniformemente, per progressivo scolorimento,
al contrario dei prodotti sintetici che presentano un
degrado deturpante.
Per quanto riguarda i materiali
bioedili, il legno è sicuramente l'ideale per molti usi
nelle abitazioni. Esso è in assoluto il più sano da
impiegarsi per strutture, arredamenti, pavimenti e
rivestimenti. Le sue proprietà sono molteplici: molto
elastico, buon isolante ed assorbente nei confronti
dell’umidità. Vanno invece evitati materiali a base di
cemento -amianto e schiume all'urea - formaldeide che,
oltre a liberare sostanze estremamente pericolose –
impermiabilizzano la casa, impedendo una sana
traspirazionme e la liberazione all'esterno degli
inquinanti indoor. Al contrario, i materiali
biocompatibili quali il sughero, le fibre di cocco e di
cellulosa presentano caratteristiche prestazionali di
notevole rilievo. Ad esempio il sughero è impermeabile
all'acqua e ai gas ed è un buon isolante termoacustico.
Esso è pure resistente all'usura, al fuoco e
all'elettricità: è atossico ed imputrescibile. Anche la
fibra di cellulosa impiegata come isolante termoacustico
è un materiale bioecologico che ha il pregio di
costituire una valida forma di recupero specie dal punto
di vista ambientale, basandosi sul riciclo di prodotti
di carta dismessi.
Per quanto riguarda i pavimenti,
oltre al legno, viene impiegato in bioedilizia il
linoleum, il quale è costituito da un impasto omogeneo
di olio di semi di lino, resine mineralizzate (coppali),
resine vegetali e resine glicerofosfatiche mescolate a
inerti quali farina di legno e di sughero.
L'impasto ottenuto viene
pressato sulla juta e fatto essiccare per diverse
settimane.
Il linoleum è un prodotto
inerte, non emette sostanze nocive, è un buon isolante e
facilmente pulibile resistente ed economico. Un altro
materiale per rivestire i pavimenti è costituito dalla
moquette, che solitamente è costituita da uno strato
superficiale poliammidiche. Tuttavia tale rivestimento è
sconsigliabile per coloro che soffrono di allergie
essendo un vero e proprio ricettacolo di polveri ed
acari. Inoltre la moquette assorbe fumo e odori per poi
rilasciarli lentamente. Essa infine costituisce un
ottimo terreno per la proliferazione di muffe e di
microrganismi patogeni in quanto vi ristagna umidità.
Se si desidera comunque
rivestire il pavimento con la moquette è consig1iabile
scegliere quella naturale senza impiegare colle
sintetiche per la posa, avendo l'accortezza di non
camminarci sopra con le scarpe, di non fumare e di non
tenere animali domestici in casa.
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