La
relazione tra luogo e salute
Esiste un profondo legame tra
l’ambiente in cui viviamo e la nostra salute.
È proprio su questa relazione
che indaga la Geobiologia.
Può succedere che stando a lungo
nello stesso posto, per esempio notte dopo notte per
anni nel proprio letto, la nostra salute sia messa a
dura prova, il nostro umore peggiori, e la nostra fatica
diventi sempre più grande. Può succedere anche che le
cure abbiano poco effetto e che i medici non sappiano
spiegarselo. Prima di scoraggiarci e di darci per vinti
possiamo fare una cosa abbastanza semplice: consultare
un esperto che disponga il nostro letto nella situazione
migliore possibile dal punto di vista energetico (non è
il caso di spostare il letto a casaccio pensando che
l’importante sia solo cambiare posizione poiché si può
facilmente cadere dalla padella nella brace),
indicandoci tutte quelle cause di stress che sono
presenti e che hanno agito così a lungo, senza dargli
tregua, sul nostro organismo fino a metterlo KO.
Visione olistica
Come dice Fritjof Capra, un
fisico quantistico che ha integrato il sapere
scientifico con il pensiero orientale, “olismo” in
medicina significa, vedere l’organismo umano come un
sistema vivente i cui componenti sono tutti
interconnessi e interdipendenti, un sistema che è parte
integrante di sistemi maggiori con i quali è in continua
interazione2.
Per noi è così anche per il
pianeta Terra, non solo per il corpo umano.
È da questa concezione olistica
della salute che inizia la correlazione tra il luogo di
permanenza e la salute. Anche Ippocrate indicava negli
aspetti climatici, nella qualità delle acque e in altre
caratteristiche ambientali importanti fattori per
comprendere le cause di molte malattie. Nel ventesimo
secolo si è fatto un passo in avanti intuendo una
correlazione tra la salute e l’ambiente energetico,
oltre che tra la salute e l’ambiente materiale.
Per lo studio della relazione
tra luogo e salute sono particolarmente interessanti due
nuove branche degli studi scientifici: la Geofisica e la
Medicina Energetica.
La Geofisica studia le forme di
energia scatenate dai movimenti degli strati geologici,
delle falde acquifere e le tensioni tettoniche con le
relative fratture e faglie, fenomeni geologici le cui
emissioni – almeno per le situazioni di maggiori
dimensioni - sono osservabili strumentalmente
all’analisi spettrometrica per quel che riguarda
l’ambito elettromagnetico.
La Medicina Energetica studia
gli effetti positivi e negativi dell’applicazione di
campi energetici alle persone, e sta iniziando a
comprovare la correlazione tra alcune delle emissioni
energetiche studiate dalla Geofisica e l’alterazione
dello stato di salute di chi vi è esposto per lungo
tempo. Contemporaneamente si è andata strutturando la
Geobiologia, una sua branca che si occupa specificamente
delle patologie che possono essere ricondotte allo
stress provocato dai campi energetici naturali prodotti
dalla geologia del sito.
La Geobiologia afferma che il
luogo di vita influisce notevolmente sulla salute delle
persone per il fatto che i substrati geologici,
l’idrogeologia, le tensioni tettoniche emettono dei loro
campi energetici che possono causare un tipo di stress,
chiamato “stress tellurico”, cioè dovuto a fattori
legati al substrato del luogo.
Questo stress è molto subdolo
poiché si accumula soprattutto mentre l’organismo dorme,
restando fermo molte ore al giorno nello stesso posto
per molti anni, proprio nel sonno quando il sistema
immunitario è più delicato.
Quindi, se è opportuno evitare
di costruire le case sulle emissioni più stressanti
dovute alla situazione geologica e idrogeologica del
territorio, diventa indispensabile evitare di porre i
letti in corrispondenza di campi energetici che
producono stress, anche se sono di estensione molto
limitata.
La Geobiologia è una nuova
disciplina che mette in sinergia questi ed altri saperi
per studiare la vita del pianeta Terra nell’ipotesi che
esso costituisca un unico enorme organismo vivente3.
Una ricaduta pratica di questa
disciplina è data dall’analisi geobiologica dei luoghi,
analisi che serve a determinare “lo stato di fatto”
energetico di un sito con il quale ci si deve
relazionare, che può essere sia il terreno dove deve
essere progettato un nuovo quartiere, sia la superficie
della stanza dove deve essere disposto il letto. La
moderna Geobiologia si occupa anche dei campi energetici
artificiali emessi dai cavi elettrici e dalle antenne
trasmittenti, quindi nell’analisi geobiologica di un
luogo sono presenti l’indagine geobiofisica4 per
rintracciare i campi energetici tellurici che provocano
stress, e l’indagine strumentale per individuare e
misurare i campi energetici tecnologici che provocano
stress.
Lo stress tellurico
L’analisi del sito è quindi
necessaria per evitare di sottoporre le persone che lo
abiteranno a fonti di stress cronico come i campi
magnetici ed elettromagnetici tecnologici immessi
nell’ambiente per trasportare l’energia elettrica o per
inviare teletrasmissioni, dalla radio alla telefonia
mobile, o i campi energetici tellurici provocati dallo
scorrimento dell’acqua sotterranea, dalla presenza di
fratturazioni, di dislocazioni o di altre anomalie
geologiche locali.
La chiave per capire
l’importanza dell’analisi del luogo in cui si dorme è lo
“stress tellurico”: due persone con patologie analoghe e
una situazione di vita complessivamente molto simile
possono dare una risposta molto differente alle cure se
una delle due persone è esposta anche allo stress
tellurico mentre l’altra non lo è.
Una notte passata in albergo in
corrispondenza di una zona il cui campo energetico
provoca stress tellurico lascerà l’unico segno nel
ricordo di un sonno agitato, del malessere e della
stanchezza della mattina dopo, subito recuperata da un
po’ di vita all’aria aperta o da un sano riposo nel
proprio letto. Se, invece, è proprio il nostro letto,
dove dormiamo tutte le notti, ad essere in quelle
condizioni dopo un po’ l’organismo sarà costretto ad
abituarsi a quelle sensazioni e non manderà più segnali
d’allarme così forti. Lo stress diventerà cronico e non
ci si accorgerà più che dipende dal posto dove dormiamo.
Ma non c’è una vera e propria
patologia da stress tellurico. Come sempre nello stress
cronico, qualsiasi siano le sue cause, ciascuno rischia
la patologia contro cui sa difendersi di meno.
Come dice Alexander Lowen,
l’allievo di Reich che ha fondato l’analisi
bioenergetica del carattere: quando il suo organismo
crolla di fronte alla mancanza di conclusione dello
stress, ciascuno sviluppa patologie che dipendono dalla
sua costituzione caratteriale prevalente5.
Mentre lo stress temporaneo – se
non è troppo forte - è un aspetto essenziale della vita
poiché costituisce uno stimolo, uno stress non molto
intenso ma molto prolungato, cioè uno stress cronico,
svolge dunque un ruolo molto importante nello sviluppo
delle patologie e questo è dovuto al fatto che tende a
mettere in crisi il sistema immunitario.
Una coincidenza significativa
Un caso che fa parte della
nostra esperienza professionale può essere interessante:
la signora G. si è curata con terapie naturali per più
di vent’anni, ha portato anche le necessarie modifiche
alla dieta rispetto alla sua incompatibilità alimentare
e si sottopone regolarmente a controlli. La signora G.
ha goduto per molti anni di buona salute, ma ad un
tratto subentra un crollo e sviluppa dapprima una
patologia benigna, e successivamente una maligna. La
causa è apparentemente inspiegabile osservando
l’accaduto dai vari punti di vista tradizionali: non vi
sono disfunzioni che potessero costituire delle
premesse, non si è in presenza di gravi problematiche
famigliari, sembra che nulla stia andando male. Deve
perciò essere venuto alla luce un fattore stressante che
prima non era visibile.
Il medico, che è a conoscenza
della Geobiologia, riflette sul fatto che la signora G.
ha dormito sempre nello stesso posto per 25 anni e
ritiene utile far analizzare il luogo dove ha il letto
con un’analisi geobiologica.
L’analisi geobiologica svolta
nell’appartamento della signora G. contempla l’indagine
di tutti i campi energetici potenzialmente stressanti,
naturali e tecnici. Inoltre è svolta in cieco rispetto
alla patologia della signora G. poiché il consulente sa
solo della presenza di una patologia, ma non a che
organo. I risultati dell’analisi della stanza mettono in
evidenza la presenza di un campo energetico tellurico
dovuto ad un acquifero sotterraneo proprio in
corrispondenza del distretto corporeo interessato dalla
patologia. Un campo energetico che somma all’alta
intensità di emissione un’informazione estremamente
nociva legata alla compressione geologica e al massiccio
inquinamento chimico. Quasi casualmente, si viene a
sapere che due inquilini, non molto anziani, degli
appartamenti ai due piani superiori erano già morti di
tumore. Per quanto si sa della loro vita lavorativa non
vi sono fatti che possano essere collegati alle
patologie che hanno sviluppato, mentre queste due
persone avevano in comune tra loro e con la signora G.
la posizione del letto uno sulla verticale dell’altro e
la lunga permanenza nell’appartamento, almeno una
ventina d’anni, ma a differenza della signora G. non
conoscevano la loro incompatibilità alimentare e non si
curavano con la Medicina Naturale.
Da questa “coincidenza
significativa” non si vogliono trarre conclusioni poiché
sarebbero affrettate, mancano infatti molti elementi che
possono conoscere solo il medico curante e le famiglie,
ma se ne può trarre un utile spunto per riflettere.
L’importanza dell’analisi del sito e della consulenza
geobiologica - se si vuole eliminare un grave fattore di
rischio per la salute - è molto evidente.
* Geobiologische Berater del
Forschungskreis für Geobiologie "dr. Hartmann" ed
esperto in Bioarchitettura®.
1 associazione nazionale per la
ricerca geobiologica Geobiologia e Ambiente (GEA)
c/o arch. Daniela Gabutti tel
0376 365589; fax 0376 368894
2 F. Capra, “Il punto di
svolta”, Feltrinelli MI, 1984-1996
3 J. Lovelock, “Gaia” e “Le
nuove età di Gaia”, Bollati Boringhieri TO, 1981-1991
4 Geobiofisica e i termini
derivati sono stati adottati da “Geobiologia e Ambiente”
(che ne ha il Copyright) nella ricerca di una nuova
terminologia per esprimersi correttamente.
5 A. Lowen, “Stress e malattia”
Centro di Documentazione W. Reich MI,1987
Geobiologia e
Bioenergetica per comprendere l’energia del pianeta.
di Pier Prospero e Marilinda
Residori - da "Wetter-Boden-Mensch" n° 3-4/99 (rivista
del Forschungskreis für Geobiologie "dr. Hartmann")
Il comportamento dell’energia
tellurica è molto simile a quello degli altri tipi di
energia, sebbene con alcune sue particolarità, quindi
possiamo pensare che un campo energetico tellurico possa
essere percepito in superficie con due qualità
fondamentali: la sua intensità e le informazioni
trasportate.
In una visione olistica diviene
impossibile scindere per settori incomunicanti la
realtà, per cui in ogni analisi si considera
l’interazione di tutti i fattori in gioco.
Quindi la nocività dovuta
all’informazione trasportata e quella dovuta
all’intensità del campo energetico portante sono da
prendere in considerazione entrambe nello stesso modo e
nello stesso momento.
L’energia vitale del pianeta si
scarica con vibrazioni o eruzioni e a volte ciò avviene
in maniera violenta sia con i fenomeni vulcanici, sia
con gli spostamenti delle zolle e i conseguenti
movimenti tettonici che si trasformano in forze
sismiche.
Noi, esseri umani, possediamo un
recettore/decodificatore per tutti i tipi di energia che
ha sede nel nostro stesso corpo e nel suo sistema
energetico, ed è potente e “a largo spettro”, perciò
riceviamo molto bene le emissioni di energia tellurica,
e a volte questi campi energetici possono risultare
dannosi per noi, ad esempio perché scatenano ansia e
incutono un “timor panico”. Cioè ci procurano uno stress
troppo forte.
In Geobiologia è molto
importante comprendere questo concetto riguardo agli
effetti dello stress: H. Selley in “Stress without
Distress” [1] afferma che se lo stress è leggero, breve
e rimane senza angoscia non è dannoso all’organismo è
può essere utilizzato in modo costruttivo, mentre se lo
stress è troppo forte o troppo prolungato arriva a
produrre angoscia e questa situazione è patologica.
Lo stress produce angoscia
quando la reazione al suo stimolo richiede più energia
di quella che il corpo ha a disposizione per reagire.
Selley, pioniere degli studi sullo stress, dimostra che
qualsiasi condizione di stress eccessivo,
indipendentemente dalla sua causa, produce la stessa
sequenza di eventi che descrive in queste tre fasi: la
prima fase, o reazione d’allarme, che produce
iperattività delle surrenali, contrazione del timo e dei
nodi linfatici e sviluppo di problemi gastrici; la
seconda, o fase di resistenza, che si ha quando lo
stress continua e l’organismo sviluppa un adattamento
adeguato alla situazione mettendo in campo la sua
energia “di riserva”; la terza, o fase di esaurimento
che subentra quando al perdurare ulteriore dello stress
l’organismo esaurisce la sua riserva di energia e crolla
ammalandosi.
Anche Alexander Lowen [2]
sviluppando il pensiero di Wilhelm Reich nell’Analisi
Bioenergetica, riprende gli studi di Selley e
approfondisce la questione dello stress.
Lowen è consapevole anche della
relatività delle situazioni e della diversità delle
persone, infatti si chiede “perché alcune persone si
ammalano mentre ad altre, in situazioni analoghe, questo
non accade?
La risposta ovvia è che alcune persone hanno maggior
capacità di affrontare le situazioni... Dal punto di
vista generale la differenza deve trovarsi nella
quantità di energia disponibile. La seconda domanda ha a
che fare con il tipo di malattia che le persone
sviluppano...: la loro (differente) struttura
caratteriale li predispone più a determinate malattie
che ad altre.”
Definito il processo energetico
dello stress si può affrontare il problema dello stress
tellurico che è uno dei possibili effetti dell’energia
tellurica emessa dalle strutture geologiche e
idrogeologiche, l’effetto che interessa la Geobiologia
[3] .
Anche lo stress tellurico può
essere lieve o breve e quindi utilizzabile con profitto
dal nostro organismo, oppure troppo intenso o troppo
prolungato e quindi patogeno.
Dall’efficacia ormai
indiscutibile dei prodotti omeopatici sappiamo che
l’acqua registra e trasmette informazioni. La prima e la
più forte informazione che l’acqua sotterranea registra
è relativa allo stato dell’energia tettonica del
territorio dove avviene la ricarica.
L’acqua possiede un suo campo
energetico che si irradia intorno agli acquiferi
sotterranei all’incirca come il campo magnetico si
irradia da un cavo elettrico interrato, cioè con la
prevalenza della direzione verticale, e quindi diventa
percepibile in superficie.
Se l’informazione memorizzata e
trasportata è – ad esempio – di compressione, l’energia
emessa dall’acqua porterà in superficie, sulla verticale
dell’acquifero, un messaggio di tensione che sarà fonte
di stress tellurico per le persone che ne venissero in
contatto.
Naturalmente potremmo avere
anche la situazione inversa in cui le informazioni ci
apportano un beneficio. A parità di intensità di
emissione energetica proveniente da un acquifero
confinato, se l’intensità non è nociva di per se stessa,
si può avere perciò una zona di disagio o una zona di
benessere a seconda delle informazioni che l’acqua
sotterranea trasporta con sé e invia in superficie.
Ecco la specificità della
Geobiologia e dell’arte della percezione applicata
all’analisi del sito: riconoscere le zone migliori per
disporre le stanze da letto o i letti, poiché in termini
energetici il territorio non è tutto uguale e gli
effetti dell’esposizione all’energia tellurica presente
dove dormiamo sono molto diversi, vanno dal benessere al
malessere, fino alla patologia.
L’energia tellurica ha molti
elementi di perturbazione, ma considerare in particolare
il fenomeno della faglia geologica mette in
sinergia gli studi geobiologici con quelli geofisici e
geopsicopatologici.
Inoltre, significa parlare di
cose oggettive, studiate e misurate dai geofisici,
riscontrabili sulle carte, rilevabili strumentalmente,
spesso visibili anche nell’evidenza del paesaggio.
Significa parlare di emissioni energetiche potenti e di
spostamenti reali della crosta terrestre. Le linee di
faglia, infatti, emettono anche un campo
elettromagnetico, con punti di massima intensità
nell’infrarosso e nell’ultravioletto, e questa emissione
è visibile alla spettrometria aerea e satellitare [4] .
Oltre alla maggior esposizione a
sismi e microsismi, la permanenza in corrispondenza di
linee di faglia provoca l’esposizione ad un campo di
energia tellurica troppo intenso e quindi nocivo poiché
fonte di eccessivo stress, di eccessive scariche di
adrenalina, che – come si è visto – alla fine portano
l’organismo ad ammalarsi.
Noi siamo tutti diversi, ma –
come abbiamo visto anche dagli studi scientifici citati
– la soggettività della risposta è molto limitata ed è
legata principalmente al tempo necessario perché si
manifesti un qualche sintomo e al grado di abitudine
genetica allo stimolo.
Quando lo stimolo tellurico
diventa estremo e si trasforma in aggressione, nessuno è
più in grado di tollerarlo e in tutti si instaurano le
premesse per uno sviluppo patologico.
Similmente a quanto avviene con
l’elettromagnetismo tecnico, con l’aumentare della
distanza dall’origine l’intensità del campo energetico
di una faglia diminuisce.
Allontanandosi dalla linea di
faglia si arriva ad un punto in cui la sua emissione
costituisce uno stress tollerabile per l’organismo, uno
stimolo al quale si reagisce traendone beneficio.
L’efficacia dello stimolo
tellurico si può leggere negli usi e costumi e nei modi
di fare a livello di intere popolazioni, anche se il suo
effetto varia di grado col variare della salute delle
persone, della loro storia genetica, del loro stile di
vita.
A livello di studi scientifici
vi sono già i primi tentativi di affrontare la questione
e, ad esempio, Persinger in un suo studio afferma che
“dal punto di vista evoluzionistico e biochimico, i
fattori geologici influenzano il comportamento umano ...
le prove finora a disposizione e la potenzialità
concettuale del complesso legame tra fattori geologici e
processi mentali sono sufficientemente interessanti per
sostenere le ricerche.”
Il suo studio fa notare che in alcune comunità possono
esservi notevoli variazioni sociologiche che si
avvicinano al panico un certo tempo prima di un evento
sismico: “la tendenza all’aumento di comportamenti
insoliti nelle settimane e nei mesi precedenti i
terremoti in una regione è più prevalente di quanto si
sospetti ... tutte queste analisi indicano cambiamenti
fondamentali penetranti nel comportamento umano, che
avvengono in regioni che saranno imminentemente soggette
ad attività sismica” [5] .
Il suo punto di vista è che
esista un legame profondo tra il comportamento umano
egli stimoli geofisici e geochimici dati dal territorio.
Da queste premesse sono
recentemente nate negli Stati Uniti le prime facoltà
universitarie di Geobiologia scientifica.
Ma per noi la Geobiologia non è
solo una scienza è anche un’arte che richiede
un’applicazione professionale per la progettazione
bioarchitettonica e per la prevenzione sanitaria.
Finché la scienza non avrà messo
a disposizione strumentazioni veramente efficaci per la
ricerca dei campi di energia tellurica si dovrà
ricorrere alla percezione di individui “ipersensibili”
che con uno specifico addestramento riescono a
riconocere le varie emissioni telluriche presenti in
limitate porzioni di territorio.
Ma anche dopo la messa a punto di strumentazioni per la
ricerca, solo la sensibilità umana potrà sopperire
all’ulteriore necessario confronto tra i campi tellurici
individuati e gli effetti della loro energia e delle
informazioni che ci portano, allo stesso modo in cui per
l’analisi dei vini l’esame organolettico non potrà mai
essere sostituito dalle analisi biochimiche.
Perciò quest’arte della
percezione, che era quasi andata perduta, è stata
attualmente rivalutata ed è inserita nella Geobiologia
come strumentazione professionale per l’analisi del sito
in funzione della prevenzione delle patologie dovute al
luogo.
Ma come si fa a percepire
direttamente, senza strumentazioni tecnologiche, la
presenza di un campo di energia tellurica e a capire se
il suo effetto è nocivo poiché l’emissione energetica è
troppo intensa o le informazioni che ci arrivano ci
danneggiano?
Un modo per percepire
direttamente l’energia tellurica è quello di imparare a
percepire la nostra “bioenergia” e ad attivare il nostro
sistema energetico che è il recettore/decodificatore dei
campi energetici che ci arrivano dall’esterno.
Negli anni ho accumulato una mia
esperienza personale di lavoro bioenergetico svolto per
affinare la sensibilità e la sensitività nella ricerca
geobiologica.
Con questo lavoro ho imparato a porre attenzione ai
processi energetici del corpo riconoscendo la presenza o
l’assenza del flusso di energia, il suo ristagno, il suo
blocco o la sua armonia che si manifestano attraverso la
pulsazione di espansione e contrazione.
Partendo da questa esperienza ho
scoperto la similitudine tra ciò che succede nel corpo
umano e ciò che avviene nel “corpo Terra”.
Il lavoro bioenergetico porta
allo sviluppo della consapevolezza del proprio corpo e
dei suoi processi energetici e in questo sta la
differenza con qualsiasi altra attività fisica o
meditativa.
Con gli Esercizi di
Bioenergetica [6] messi a punto da A. e L. Lowen è
possibile provare direttamente su se stessi cosa vuol
dire compressione, stiramento e torsione, che sono i
movimenti del corpo equivalenti a quelli delle faglie
che i geologi chiamano inverse, dirette e
trascorrenti, ed è anche possibile accorgersi di
quanto diventino stressanti le rispettive posizioni se
mantenute per un certo periodo.
Ci si può rendere conto che, ad
esempio, una posizione di stiramento all’inizio può dare
un momentaneo sollievo, ma se è mantenuta per un periodo
più lungo apporta uno stress per far fronte al quale il
corpo deve aumentare la sua carica energetica finché
diventa necessaria una scarica che si manifesta con
vibrazioni muscolari oppure con “eruzioni” di movimenti
espressivi efficaci: urla, colpi, ecc.
Dall’insegnamento di Reich
sappiamo che ogni contrazione muscolare trattiene un
sentimento per cui essendo sottoposti ad uno stress
dovuto alle emissioni di una faglia si possono
contattare anche sentimenti di ansia o di angoscia
collegati allo stato di tensione muscolare cronica.
Conoscendo l’energia vitale del
proprio organismo, il suo flusso e i suoi blocchi, se
solo si possiede anche un po’ di predisposizione
genetica, si può avere una buona percezione dell’energia
vitale tellurica.
Il nostro microcosmo, il corpo,
forse non è completamente paragonabile al macrocosmo del
nostro Pianeta, ma è pur vero che per i saggi e gli
illuminati del passato valeva il detto “come in alto
così in basso” - “come in cielo così in terra”.
L’organismo umano è quindi frutto e specchio
dell’organizzazione planetaria e cosmica, per questo
l’esperienza sulla nostra energia fornisce un’immediata
comprensione di quanto avviene a livello generale e
quindi anche tellurico.
L’analogia tra la bioenergia del
corpo e l’energia tellurica è forte poiché sono entrambe
in maggior parte manifestazioni dell’energia vitale e
l’energia vitale ha delle sue “leggi” che sono state
studiate e codificate in modo approfondito nell’antica
India e nell’antica Cina. Queste “leggi” fanno sì che
l’energia vitale si comporti in modo simile nelle
diverse situazioni rispondendo sempre al ciclo messo in
evidenza da Wilhelm Reich di
tensione-carica/scarica-rilassamento che si può
definire come “respiro cosmico”.
In questo ciclo se il flusso si
interrompe si hanno dei blocchi energetici, se ci sono
ostruzioni si hanno dei ristagni; l’energia bloccata o
stagnante produce sempre nelle persone uno stato di
malessere energetico che prelude ad un malessere
psicofisico per poi arrivare anche alla patologia.
Così gli ambienti, naturali o
costruiti, che possiedono le qualità energetiche di
blocco o di ristagno causano effetti patologici nelle
persone che vivono in loro contatto.
La Terra è un superorganismo di
cui noi siamo una parte (infatti noi siamo nella
Terra, non sulla Terra), e come la bioenergia
degli organismi anche l’energia tellurica è composta
dall’insieme – in diverse proporzioni - di
elettromagnetismo, forze di attrazione-repulsione ed
energia vitale.
Perciò si può capire come un
geobiologo, utilizzando il corpo fisico ed energetico
come antenna, debba conoscere bene la propria energia
per riconoscere l’energia tellurica e per valutare gli
effetti degli stimoli e degli squilibri che apporta.
In Geobiologia, per riuscire a
compiere indagini fondate anche per quanto riguarda
l’aspetto biofisico dell’analisi del sito – cioè quando
si ricorre alla propria ipersensibilità energetica – è
necessario saper riconoscere la diversa reazione del
proprio organismo all’esposizione ai diversi tipi di
energia tellurica, alle diverse intensità e ai diversi
tempi di esposizione.
Dovrà entrare in gioco anche la
consapevolezza della relazione tra la propria specifica
tipologia energetica caratteriale e i diversi tipi di
emissioni telluriche.
Sono l’abitudine ad ascoltarsi,
a percepire la propria energia , e la centratura come
“radicamento” in se stessi che portano a “sentire” lo
stress provocato dall’emissione energetica tellurica e
che permettono di accorgersi anche delle situazioni
positive.
Il geobiologo quindi deve
possedere un buon senso di “grounding” cioè di
radicamento: non è con la proiezione mentale che si
entra in risonanza con le emissioni energetiche del
Pianeta, ma partendo dalla base, dalle radici, dalla
connessione con la Terra.
La Terra è un pianeta vivente
nel senso proprio del termine, è l’ecosistema totale,
il più vasto superorganismo vivente.
La Terra ci ha prodotti ed è
quindi la nostra “Grande Madre” perciò il suo sistema
energetico non può differire di molto dal nostro, se non
nelle dimensioni spaziali e temporali.
Partendo dalla consapevolezza
del corpo e del suo sistema energetico, possiamo capire
anche le dinamiche energetiche del Pianeta, e – di
conseguenza – il loro effetto su di noi.
INIZIO PAGINA
[1] Citato da A. Lowen in Stress
e malattia, ed. Centro di Documentazione W. Reich, MI
[2] A. Lowen Stress e malattia,
citato. Per comprendere il pensiero di A. Lowen è utile
un suo libro breve e semplice: La spiritualità del
corpo, ed Astrolabio; altra pubblicazione utile e di
facile comprensione è Bioenergetica, anima e corpo, di
L. Marchino, ed. Xenia
[3] Gli effetti delle emissioni
energetiche telluriche possono essere: neutri, quando
non è perturbato il nostro stato energetico; positivi,
quando il nostro livello energetico è incrementato,
oppure negativi quando è invece diminuito. In ogni unità
geomorfologica è presente un’emissione di fondo
dovuta al tipo di materiali che compongono i substrati
che possono avere prevalenza di assorbanza o di
emittanza. Entro questa emissione di fondo sono poi
presenti emissioni o perturbazioni puntuali dovute a
faglie, fratturazioni, acquiferi confinati, giacimenti
minerari e altre anomalie geologiche locali.
[4] Le spettrometrie sono
ottenute con strumenti che rilevano le varie lunghezza
d’onda e le misurano in nanometri; più comuni e
conosciuti sono quelli per gli infrarossi, ma più utili
sono quelli la cui ricezione va almeno dagli
ultravioletti agli infrarossi.
[5] Persinger M. A.
Geopsychology and Geopsychopatology: mental processes
and disorders associated with geochimical and
geophysical factors, 1987, traduzione di Mariagrazia
Stringhini Ciboldi, HSA, TO
[6] Alexander Lowen e Leslie
Lowen Espansione e contrazione del corpo in
Bioenergetica, manuale di esercizi pratici Ed.
Astrolabio
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